Il monitoraggio faunistico

IL FOTOTRAPPOLAGGIO 

Le prime foto di animali con trappole fotografiche furono scattate agli inizi del 1900 negli Stati Uniti ed apparvero in diversi articoli della rivista National Geographic. Fu George Shiras III, appassionato fotografo naturalista, che nello stato del Michigan, iniziava ad usare la sua fotocamera a grande formato, montata su enormi treppiedi e con rumorosi flash, al fine di fotografare la fauna locale durante la notte. Dalle foto ottenute egli osservò un elemento molto importante: alcuni animali potevano essere riconosciuti individualmente dal disegno del mantello, aggiungendo così un’ulteriore valenza all’utilizzo di questa tecnica. I dati forniti dalle fototrappole, oltre a documentare in modo inconfutabile la presenza di una determinata specie in una determinata area, forniscono anche informazioni di notevole importanza, quali data e ora di ogni singolo scatto fotografico. Si tratta quindi, di una tecnica di studio non invasiva che determina un ridotto o nullo impatto sulla fauna. Lo sviluppo tecnologico ha oggi permesso di semplificare e miniaturizzare questa attrezzature, creando modelli silenziosi, dotati di led infrarossi invisibili e dal costo relativamente basso. Questo ha fatto si che le fototrappole vengano largamente utilizzate sia a scopo di ricerca scientifica, sia come hobby del fine settimana per gli appassionati di fauna.

Cosa sono le fototrappole? 

Si tratta di innovativi sistemi di videosorveglianza che, appena rilevano un movimento, scattano video e foto di giorno ed anche di notte grazie ai led infrarossi invisibili ad occhio umano, pertanto l’intruso non si accorge di essere ripreso. Le foto ed i video vengono registrati nella scheda di memoria SD interna. I modelli con modulo GPRS (quelli che hanno l’antenna) possono anche inviare foto e video in tempo reale al proprio cellulare o alla mail e possono essere controllati da remoto h24 tramite una App per smartphone

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